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Tartaro o placca: le differenze

Quando parliamo di cure dentarie, sentiamo sempre parlare di tartaro e placca.

No, non sono la stessa cosa.
Ma cosa sono e che differenza c’è, anzi, quali differenze ci sono, tra le due cose?

La placca dentale è un accumulo di batteri, dati da cibo, saliva, liquidi che introduciamo nella nostra bocca, e che si raccoglie su denti e nei punti di contatto con le gengive.
La placca, come detto, è creata da batteri che a lungo andare attaccano lo smalto, danneggiano le gengive e se non la rimuoviamo in tempo, si solidifica, o per meglio dire, si cristallizza, rovinando appunto lo smalto, e creando tartaro.

La placca però, può essere rimossa con lo spazzolino, che può essere manuale o elettrico, e puoi approfondire in questo articolo l’argomento, e con in filo interdentale.

Quella che non viene rimossa, appunto, va a creare il tartaro, e quello, ahinoi, può essere eliminato solo dal dentista.

Il tartaro, che si presenta di colore giallo o marrone, o in alcuni casi addirittura nero, si forma quando la placca appunto si solidifica.

Le cause che lo provocano sono svariate, ma esiste una predisposizione ad esso, data non solo dalla alimentazione ma dal “clima” della bocca. Anche l’età è una causa importante. Da anziani, si produce più tartaro.

La rimozione della placca non deve esser considerata solo un fatto estetico, in quanto l’accumulo di essa può portare a malattie quali gengiviti e altre malattie gengivali anche molto pericolose.

Ogni quanto deve essere fatta una pulizia dentale?  6 mesi sarebbe la risposta giusta, ma se proprio non possiamo andarci cosi spesso, almeno una volta all’anno è obbligatoria.

Nel frattempo ricordatevi alcune semplici regole:

  • lavativi i denti ad ogni pasto o comunque almeno 3 volte al giorno;
  • sostituite lo spazzolino. No a spazzolini con alle spalle più di 3 mesi di vita, non svolgono più correttamente il loro lavoro;
  • usate il filo interdentale e gli scovolini;
  • consumate cibo in maniera adeguata e non mangiate costantemente fuori pasto, a meno che non vi laviate i denti ogni volta.

Il tartaro, come detto, quando si deposita, può essere di due tipi:

  • sopragengivale, che ricopre il dente e l’orlo gengivale, ovvero la zona di contatto tra gengiva e dente;
  • sottogengivale, ben più pericoloso del primo, che può essere scoperto solo grazie a radiografie e può portare a problemi anche gravi alla bocca e a infezioni che possono propagarsi al resto del corpo.

 

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