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Filo interdentale: quali tipologie troviamo e come si usa

Prendersi cura della propria bocca è una delle cose più importanti che possiamo fare ed utilizzare gli strumenti giusti è di fondamentale importanza per la nostra igiene orale. Oggi parliamo di uno strumento secondo, ma non per questo meno rilevante, solo allo spazzolino da denti: il FILO INTERDENTALE.

I dati emersi da recenti indagini si avvicinano alla drammaticità, poichè la percentuale di popolazione che usa quotidianamente il filo interdentale è ancora davvero bassa anche solo per il semplice fatto che spesso manca proprio l’educazione ad una corretta igiene orale. Si danno per scontato molte cose, fra cui l’utilità del filo, che però si riflettono sulla vita e sul portafoglio di ognuno di noi.

Ma andiamo a conoscere insieme questo strumento sconosciuto, approfondendone caratteristiche, tipologie esistenti, vantaggi e modalità d’uso.

Che cos’è e quando è nato il filo interdentale?

Il filo interdentale nacque nel 1815 grazie a Levi Spear Parmly, un dentista di New Orleans che consigliava ai suoi pazienti di passare fra i denti un filo di seta.
Il filo come strumento specifico per la pulizia dentale non fu disponibile fino a quando la Codman and Shurtleft comincio produrre fili di seta non cerati per uso umano nel 1882.
Nel 1898 la Johnson&Johnson Corporation ricevette il primo brevetto per filo interdentale.
Il filo come lo conosciamo oggi uscì invece in corrispondenza della prima guarra mondiale poichè capirono che il nylon era più resistente della seta.

Si tratta infatti di un nastro composto da sottilissimi filamenti di plastica, solitamente nylon, teflon o polietilene (anche se è ormai tornato anche quello in seta) che serve per eliminare frammenti di cibo e placca dai punti che le setole dello spazzolino non potrebbero raggiungere.
Esso aiuta a rimuovere il 70% dei residui prevenendo carie, alitosi, gengiviti, tartaro e parodontiti.

Filo interdentale prima o dopo? Quando e da che età utilizzarlo

Il filo interdentale andrebbe utilizzato quotidianamento prima di andare a letto e se possibile anche durante il giorno; al contrario di quanto siamo soliti pensare esso andrebbe inoltre utilizzato prima dello spazzolino per permettere al fluoro del dentifricio di raggiungere anche i singoli spazi fra i denti. Sarebbe meglio educare i bambini all’utilizzo del filo a partire dai 10 anni, nel momento in cui cominciano ad avere i denti permanenti, per evitare carie e continuare ad usarlo anche in età avanzata nonostante l’aumento degli spazi interdentali.

Come usare correttamente il filo

Per effettuare una corretta pulizia è necessario tenere il filo teso tra le dita e portarlo negli spazi tra i denti fino sotto al margine gengivale per rimuovere sia gli eventuali residui di cibo che la placca batterica; esso va poi allontanato dal margine gengivale strisciando e raschiando contro la parete del dente; se necessario l’operazione si può ripetere più volte per ogni dente utilizzando sempre una diversa porzione di filo.

Le diverse tipologie in commercio

Esistono diverse tipologie di filo interdentale e si dividono principalmente in base allo spessore e ai materiali con cui vengono realizzati o rivestiti.

I fili più spessi solitamente sono più efficaci, ma non adatti a tutti, poiché è possibile che i denti siano troppo vicini per permetterne il passaggio.

In commercio è possibile trovare:

  • Filo interdentale cerato o non cerato (il primo scivola fra i denti più facilmente del secondo, ma il secondo adesisce maggiormente)
  • Filo interdentale aromatizzato o non aromatizzato
  • Filo interdentale di plastica
  • Filo interdentale di seta
  • Filo interdentale elettrico
  • Filo interdentale vibrante che con le sue oscillazioni agevola la penetrazione del filo negli spazi più stretti.

Qual è il filo interdentale giusto per me?

Per capire quale filo si adatti maggiormente alle nostre esigenze è importante considerare quanto spazio intercorra tra i denti, mentre la scelta fra aromatizzato e non può essere libera, la scelta fra cerato e non cerato risulta un pochino più importante.

Ideale per chi indossa protesi o apparecchi ortodontici è quello a fiocchi e per raggiungere i denti posteriori è consigliata la forcella tendifilo a y.

Insomma non abbiamo più scuse, esistono fili adattabili a tutti, cercate quindi di trovare quello che fa al caso vostro e utilizzatelo il più possibile! Per maggiori informazioni contattateci e/o prendete appuntamento.

Vi aspettiamo!